Il Partito Democratico tra i cittadini di Trieste, nel territorio

Questo sito ‘Tra La Gente’ vuole usare le tecnologie digitali per radicare il Partito Democratico tra i cittadini triestini e, così facendo, riuscire a rappresentare i loro problemi e le loro speranze. In breve: vuole creare una comunità per cambiare Trieste.

‘Tra La Gente’ ha i suoi antenati in tanti lavori di coinvolgimento dei cittadini all’interno della politica che sono stati effettuati basandosi su internet. L’avo illustre è l’epopea vittoriosa di Barack Obama per il trionfo del 2008  (leggi questo articolo che ne parla) che, a sua volta, si ispirò al primo grande exploit di Howard Dean nel 2003. La campagna di Dean fu significativamente marchiata dal motto: “The Revolution Will Not Be Televised”: se qualche grande cambiamento dovrà stravolgere in meglio le nostre società narcotizzate dalla tv, questo passerà per i legami orizzontali tra le persone sostenuti da internet e non di certo per il ‘centralismo’ della televisione.

Su questo sito, il servizio più importante per i cittadini è un questionario aperto alle risposte di tutti, per creare un programma partecipato sul futuro di Trieste. Le domande del questionario sono circa dieci e chiedono ad ogni triestino quali siano i problemi più importanti del rione, della città in genere e di alcuni momenti specifici della vita locale: vedi in particolare i trasporti e la viabilità, i servizi di Acegas (energia, ambiente, rifiuti…), le scuole materne, i servizi sociali e l’economia locale.

Il Partito Democratico conta così di riuscire a interrogare almeno 2.000 cittadini di Trieste, facendo girare l’indirizzo del sito tramite il passaparola su Facebook e via email – oltre che con l’acquisto di keyword su Google, di banner su Facebook e su molti siti locali made in Triest. Vogliamo creare un programma costruito coi cittadini sulle priorità della città, nonchè di ogni singolo rione e paese che fa parte del Comune. Non per caso, la consultazione online è parallela a una consultazione realizzata con un questionario cartaceo distribuito in banchetti di fronte a piazze, scuole, chiese, uffici postali e mercatini della città.

‘Tra La Gente’ non vuole solo far parlare i triestini a voce alta. Ha anche l’obbiettivo di coinvolgerli attivamente. Su Facebook e alla fine di ogni questionario ognuno può lasciare i suoi riferimenti per restare in contatto con la comunità orizzontale del Pd. Come una volta c’erano le fumose sezioni di partito, la comunità online ‘Tra La Gente’ è un luogo innovativo per discutere del futuro della città e convincere altri cittadini a mobilitarsi per il cambiamento.

Qual è l’orizzonte di tutto questo? Le opinioni dei cittadini raccolte coi questionari faranno parte del programma partecipato del Partito Democratico per le Elezioni del 2011 per il nuovo Sindaco. Tutte le opinioni vengono lette e analizzate dallo staff di ‘Tra La Gente’, che le sta girando ai dirigenti del Pd e ai suoi Consiglieri Comunali, Provinciali e Regionali in carica.

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5 risposte a Il Partito Democratico tra i cittadini di Trieste, nel territorio

  1. Fabio Cuzzot scrive:

    Ciao, mi sto interessando ad unire le persone piu’ invisibili, quelle che a 50anni hanno perso il lavoro, quelle persone invisibili che per sopravvivere diventano socie di Cooperative perdendo ogni diritto ed ogni tutela come lavoratori, quelle persone che stanno facendo fatica a pagare l’affitto di casa. Il visibile ha uno stipendio medio di 1000-1200 Euro al mese, l’invisibile lo ha di 800-1000 al mese, ma senza una continuita’ lavorativa ed essendo trattato senza alcun diritto. C’e’ tanta sensibilita’ sugli animali maltrattati, la condivido, ma non c’e’ alcuna sensibilita’ sulla gente che sta venendo trattata come le bestie. Oggi a Trieste un affitto medio e’ di 400-500 Euro mensili. Tutele? Welfare o Stato Sociale? Diritti? Nulla. In vent’anni abbiamo perso ogni diritto ed ogni tutela e questo anche perche’ tutti sono diventati piccoli borghesi. Solo gli invisibili non lo sono o, se lo erano diventati, ora non lo sono piu’.

    • Franz scrive:

      Non sono assolutamente un esperto in economia, ma ho sempre pensato che il reddito di cittadinanza potesse essere una soluzione (o meglio parte di una soluzione) ai problemi che solleva Fabio Cuzzot, che sono reali e quantomai attuali. Il progetto che aveva fatto partire la regione (amministrazione Illy) nel 2007 sarebbe stato un esperimento interessante in questo senso, peccato l’abbiano castrato.
      Non so quale ruolo possa avere un’amministrazione comunale in un progetto del genere, ma sarebbe molto interessante discuterne.

      • roberto scrive:

        I problemi sollevati da Fabio sono veri: una parte dei cittadini
        lavoratori/non lavoratori è priva di diritti: ammortizzatori sociali tra un lavoro e l’altro, coperture previdenziali, reddito di cittadinanza(ma da noi è stato cancellato dalla Giunta Tondo…) sono necessari ma certo poco o nulla può il Comune.
        Il Comune però può di più nel mettere in moto la città, nel perseguirne la ripresa economica in modo che si creino più opportunità di quelle che Trieste offre oggi.

  2. Luciano scrive:

    Buon giorno , come nn dare ragione a Fabio ,quello che lui scrive è più che condivisibile
    anche perchè la realtà è peggio di quella descritta , detto questo anche rispondendo a Franz ,si certo che il reddito di cittadinanza è stata una delle cose buone fatte da Jlli , poi con la gestione Tondo tutto sparito ,però c’è anche da dire che chi ha usufruito dell’assegno (ne conosco tanti ), nessuno mai si è preoccupato di trovarsi un lavoro o di fare un qualcosa socilmente utile per la città , (finchè mi pagano perchè devo cercarmi un lavoro ) questo era il discorso che si sentiva nei bar, detto questo lo riproporrei il reddito di cittadinanza , ma visto che siamo noi con le nostre tasse a pagarlo sarebbe opportuno che si trovasse il modo di occupare queste persone che vengono pagate da noi . (pulizia parchi,strade,ecc ecc.

  3. Claudia - Ts scrive:

    Quello di Fabio è “il problema”. La città sempre sottosopra, statue e fontane spostate continuamente , opere di continui ripristini e restauri , quindi soldi spesi a palate quasi a senso unico e, dall’altra parte, famiglie in grande difficoltà, che si domandano quante di loro potrebbero essere aiutate anche con una minima prcentuale di tutto quel denaro speso a cielo aperto. Il reddito di cittadinanza , per esempio, è stato tolto a ragazze madri , che potevano contare solo su quel minimo contributo. Una prodezza! L’amministratore teme di aiutare chi non lo merita? Chi imbroglia e accede a sussidi cui non ha diritto ? Si fa presto a controllare, basta volerlo. Le banche di Trieste traboccano di soldi e non è ammissibile che , nella nostra doviziosa città, ci siano famiglie che fanno fatica a comperare i libri di scuola per i figli, che tremano quando arrivano le bollette, comprese quelle della propria casa costosamente amministrata , da affitti che lievitano a vista, da spese mediche urgenti ed imprevedibili . Le statistiche stanno dimostrando che si sta risparmiando solo sul mangiare, unica spesa a discrezione della famiglia . In Francia lo studente costituisce famiglia a sè e lo Stato s’impegna a dargli ogni possibile aiuto se intraprende i corsi universitari . C’è la caritas, è vero, varie fondazioni , i frati cappuccini e quant’altro. Vogliamo vedere queste famiglie col cappello in mano ? Io no. Vanno aiutate nel rispetto della loro dignità ; un aiuto momentaneo , ma sicuro. I figli crescono, le cose migliorano , la ruota gira: aiutiamo adesso queste famiglie, in seguito saranno loro ad aiutare gli altri , in un sistema di sostegno sistematico.

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