“L’innovazione? Una capacità strutturale che va ben oltre i singoli” – Intervista a Fabio Turel

Con questa prima intervista, TraLaGente inizia un ciclo di incontri per dare voce alla comunità di cittadini che stiamo creando attorno alla nostra iniziativa di ascolto.

Abbiamo intervistato Fabio Turel, si occupa di tecnologia e innovazione in un grande gruppo multinazionale. E’ autore di un Blog per Nòva100 – il Sole 24 Ore. A livello locale, è membro del CdA della Glasbena Matica.

Chi sei? Perché dovremmo ascoltarti se ci vieni a parlare di innovazione?
Occuparmi di innovazione è per me quasi una necessità, probabilmente l’unica costante della mia carriera lavorativa. Dopo dieci anni trascorsi a lavorare sulle opportunità generate da internet, per quattro anni mi sono occupato esplicitamente di innovazione all’interno di un grande gruppo assicurativo, esperienza da poco conclusa: non perché esaurita, ma in una naturale logica di cambiamento. L’innovazione, del resto, deve essere una capacità strutturale, che vada al di là dei singoli che se ne occupano e non si esaurisca nel lancio di un nuovo servizio o prodotto.

Innovazione e Trieste. Un rapporto spesso ambiguo in una città che da un lato ha sempre incentivato la presenza del terziario avanzato dall’altro però questo sembra non decollare mai veramente, cosa manca alla sua piena affermazione?
La cinghia di trasmissione “dal garage al collocamento in borsa” è un problema un po’ ovunque, ed è un campo nel quale sono convinto sia necessaria una prospettiva di lungo periodo. Mi spiego: nella Silicon Valley l’ecosistema è complesso e ricco, e i piccoli trovano facilmente i partner adatti per svilupparsi. Per quanto lontana sia quella realtà, non è difficile intravedere un futuro in cui il vincolo di prossimità, tanto fisica quanto culturale, sia molto meno importante di quanto lo sia oggi. Ma è un futuro che si misura in generazioni, non nello spazio di un mandato, di una legislatura, di un piano triennale. Quello che è necessario fare, quindi, è di continuare con pazienza, fiducia e intelligenza a sostenere quel che c’è, assecondando l’evoluzione.

Quali iniziative dovrebbe sviluppare la futura amministrazione per attirare investitori a Trieste? Quali fattori possono spingere un’azienda innovativa a stabilirsi a Trieste?
Qualsiasi fattore differenziante deve diventare un motivo di attrazione! Vado a braccio: siamo una città anziana? Benissimo, allora siamo anche il luogo ideale dove provare a mettere sul mercato dei servizi orientati alla terza età. L’Unione Europea propone uno strumento meraviglioso per l’innovazione calata sul territorio, i “living lab”: raccogliamo idee e forze, e facciamone uno a Trieste. Potrebbe essere anche l’occasione per costruire, attorno ad un compito ben preciso, il tanto vagheggiato “sistema Trieste”.

La recente copertina di Wired è una provocazione che ci riporta alla triste realtà dell’accesso alla rete in Italia. Meno Ponti di Messina, più banda larga. Uno dei temi snocciolati puntualmente in questi casi è il wi-fi cittadino. Una tua opinione sul tema del wifi gratuito e se conosci qualche esperienza nazionale o internazionale a cui fare riferimento.
E’ un fattore abilitante che la nostra realtà locale dovrebbe apprezzare molto, soprattutto per applicazioni creative al commercio al dettaglio e ai locali pubblici: penso alla moda di Foursquare ma, per stare sul concreto, anche al fatto che quando qualcuno mi parla bene dell’aeroporto di Lubiana nelle lodi include sempre la copertura wi-fi dell’area imbarco. Visto che la situazione sembra si stia sbloccando sul piano legislativo, mi aspetto grandi cose. Del resto, essendo rimasti indietro, abbiamo il vantaggio di poter copiare e rimaneggiare gli esperimenti altrui: è solo uno dei tanti modi per essere innovativi.

Tre parole chiave per il futuro di Trieste.
Mobilità: in città o verso l’esterno, fisica o virtuale, per necessità o per divertimento.
Fisica: perché “scienza” lo dicono già tutti, e secondo me dobbiamo essere più precisi.
Balcani: in Europa, è il nostro entroterra.

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