Il lavoro per i giovani e una nuova visione per Trieste. Ecco le sette priorità assolute per il Sindaco di Trieste 2011, secondo i cittadini

La politica deve stimolare un’economia «extra-pensionati» che fermi l’esodo dei giovani dalla città. Deve, poi, ritrarre una nuova idea forte per il futuro di Trieste. Sono le priorità assoluta per quasi tutti i rispondenti al questionario ‘Tra La Gente’ per la costruzione del programma partecipato per il Sindaco di Trieste 2011. In questo ultimo articolo di sintesi delle risposte del questionario, diamo luce ai problemi della città che, in assoluto, i triestini percepiscono come più importanti fuori dalla vita dei singoli rioni o dalle singole tematiche su cui li abbiamo stimolati.

A rispondere al nostro questionario nel corso di novembre e di inizio dicembre sono stati 1923 cittadini tramite internet e altri 290 che hanno compilato un questionario cartaceo distribuito dai volontari del Partito Democratico – Demokratska Stranka di Trieste.

Ecco nel dettaglio i sette suggerimenti più importanti per cambiare Trieste, secondo la comunità Tra La Gente:

1) Lavoro. Lavoro per i giovani, in particolare. Puntando sugli stimoli ad un’economia che sfrutti l’innovazione tecnologica.

2) Diminuire il traffico in centro città e aumentare i parcheggi. [vedi il dettaglio che abbiamo già pubblicato]

3) Migliorare i servizi sociali del Comune: per gli anziani, per chi è senza casa, per i disoccupati [vedi il dettaglio che abbiamo già pubblicato sui servizi sociali] e per chi usufruisce di scuole materne e asili nido [vedi il dettaglio che abbiamo già pubblicato sui servizi per l’infanzia]

4) Aumentare la raccolta differenziata, ridurre l’inquinamento e sfruttare le energie alternative. [vedi il dettaglio su Acegas e ambiente che abbiamo già pubblicato]

5) Rianimare il porto e riqualificare il porto vecchio.

6) Migliorare le infrastrutture di trasporto che collegano, oggi scarsamente, Trieste col resto d’Italia e col resto d’Europa.

7) Dare un profilo originale e unico all’offerta turistica e d’intrattenimento per la città, a partire dalla cultura.

I triestini Tra La Gente infine chiedono al Sindaco di Trieste 2011 di disegnare una nuova vocazione a lungo termine per Trieste che parta dalle specificità della sua posizione geografica e si qualifichi per un’identità economica e sociale unica della città. A sentire i nostri intervistati, a portare avanti questo cambiamento dev’essere una nuova classe dirigente, sobria e parsimoniosa, che sappia ascoltare i cittadini e premi le competenze.

Nelle prossime settimane pubblicheremo il dettaglio rione per rione.

Di seguito pubblichiamo le frasi più significative che ci sono arrivate sulle priorità generali:

– «Fare una politica che avvicini la gente, risolvere innanzi tutto i problemni che hanno le famiglie disoccupazione, precariato, servizi sociali. Per Trieste auspico una classe politica che metta al centro dell’attenzione una programmazione industriale che dia uguaglianza economica, anche con progetti alternativi. Per esempio puntando sull’ecologia, la qualità dell’ambiente e le energie rinnovabili.»

– «Il porto vecchio va ristrutturato con strutture aperte al pubblico, spazi culturali e commerciali, al più presto! Trieste deve aprirsi di più al resto d’Europa (dell’est soprattutto) e del mondo, unico modo modo per sopravvivere economicamente, socialmente e culturlmente. Tutte le categorie dovrebbero lavorare in questo senso, e anche la politica».

– «Dobbiamo ridare una visione di orgoglio triestino che esca dal folklore dei sardoni e non far nulla a Barcola e che segni una voglia di riscatto della città».

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5 risposte a Il lavoro per i giovani e una nuova visione per Trieste. Ecco le sette priorità assolute per il Sindaco di Trieste 2011, secondo i cittadini

  1. Claudia - Ts scrive:

    Per una politica vicina alla gente ci sta bene anche l’applicazione di questa legge:
    Fonte:http://www.parlamento.it/parlam/leggi/deleghe/00267dl.htm
    ——————-
    A 10 anni dall’entrata in vigore di tale legge, ad oggi gli unici ad attuarla (in parte) sono 7 Comuni di una Regione esente dall’obbligo di attuarla (Trentino Alto Adige).

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