‘Si cerchi il miglior presidente possibile’ – Roberto Cosolini sul porto di Trieste

La preoccupazione in città sul futuro del nostro Porto sta crescendo e profonde diversità di valutazione e dissensi emergono dal mondo politico, anche nello stesso schieramento di centrodestra, nei confronti della scelta di un “ritorno” della dott.ssa Monassi.

Dividersi in gruppi di sostegno chi di un Boniciolli che ha bene operato ma che pare non verrà preso in considerazione dal centrodestra, chi della Monassi e chi di Dipiazza, che molti considerano il male minore rispetto alla strafavorita, rischia solo di accentuare fratture e di non portare nulla di buono al nostro Porto, ovvero alla nostra città.

E allora? Basta applicare la legge che prevede che motivatamente il Governo possa chiedere una nuova terna, se è ancora in tempo, ovvero che il presidente della Regione non dando l’intesa ne proponga una nuova, sentiti gli enti locali e qui di motivi Tondo ne avrebbe!
E allora che prevalga da parte di tutte le Istituzioni, Governo e Regione in primis, per una volta la responsabilità e si cerchi un nuovo, autorevole nome, di effettiva alta levatura manageriale e di competenza portuale,senza tessere o appartenenze, a cui affidare un mandato così importante con il consenso di tutti. Il Porto di Trieste è una sfida che molti esperti nazionali ed internazionali sono disposti a cogliere se chiamati con questo mandato e non per finire nel tritacarne delle beghe e delle fratture locali.

Sono convinto che di questa soluzione sarebbe ben lieto anche il mondo dell’economia, al di là della indicazione “politica” data dalla CCIAA.
Così facendo si eviterebbe che in Porto riparta, come ricordava l’editoriale del Direttore de Il Piccolo di domenica, il gioco di Penelope che disfa di notte la tela: era ovvio ma vale la pena di ricordarlo che a risultare vincitore non è la fedelta allo sposo Ulisse ma quella ad un sistema di potere che ha bloccato porto ed economia e a farne le spese non sarebbero i malvagi Proci, pretendenti arroganti alla mano della regina, ma le speranze di lavoro futuro, in primis dei giovani. Forse proprio l’arrivo di unvero Ulisse potrebbe risolvere positivamente la situazione di Penelope.

Roberto Cosolini, candidato alle primarie per il Sindaco di Trieste

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2 risposte a ‘Si cerchi il miglior presidente possibile’ – Roberto Cosolini sul porto di Trieste

  1. Claudia - Ts scrive:

    Condivido in toto. Una sterzata di livello sarebbe ossigeno per tutti. Nel frattempo i cittadini credo abbiano diritto ad informazioni puntuali, per non essere tagliati fuori per l’ennesima volta – assieme ai figli – dai destini della loro città, tracciati sempre al di sopra delle loro teste. Per troppi anni quel fronte mare, così vicino, è stato invece lontano ed irragiungibile, quasi corpo estraneo. Un assurdo storico, oltre che ingiusto.

    • sandi scrive:

      Claudia, anche il Centro Sinistra ha partecipato alla morte del Porto di Trieste. Il Mega Porto di Gioia Tauro fu una questione bipartisan. Il Governo Prodi sosteneva gli HUB di Gioia Tauro e Taranto, sono ancora on line i progetti dello Studio Ambrosetti. Non è sufficiente avere un Presidente dell’Autorità Portuale nominato dal Centro Sinistra, e non è sufficiente che egli sia un tecnico. Deve intervenire un Governo.

      Propio Boniciolli si è lamentato del Ministro Visco, quando gli proponeva una modifica alla legge sulle aree di confine, per permettere alle nostre industrie di competere con quelle slovene, che sono tassate esattamente per la metà delle nostre. In altre parole, Jure può vendere a 5 quello che Mario deve vendere a 10, guadagnando uguale. Visco rispose: “Ancora privilegi per Trieste?”

      Visco non ha capito che il 34% di tanto, è meglio del 68% di niente (queste sono esattamente le tasse applicate nei rispettivi paesi).

      Ed in genere il Centro Sinistra non ha ancora capito che il lavoro ed i contributi non vanno distribuiti a pioggia. Ad esempio Taranto ha banchine container grandi 10 volte quelle del nostro Molo 7°. Gioia Tauro è costato 132 miliardi di Euro, e quando faranno la stessa cosa nel Nord Africa, risulteranno soldi buttati.

      A Trieste servono subito i 30 milioni della Piattaforma Logistica, soldi dati al Porto di Taranto piuttosto che al nostro. Subito dopo servono 2-3 miliardi di Euro per il raddoppio del Molo 7°, per il Molo 8° ed altri interventi che sono compresi nel Piano Triennale di Boniciolli. Così facendo, e magari allenadosi con Capodistria, Trieste potrebbe raddoppiare e triplicare il PIL cittadino e quello procapite di tutti, come nelle città porto del North Europa. Ed il Governo rientrerebbe dei suoi soldi in 10-20 anni, sotto forma di tasse che ora non prende e che non prenderà mai.

      Perchè ci sono decine di milioni di container che fanno il giro dell’Europa e non aspettano altro che di fare rotta per l’Alto Adriatico. E Trieste ha i fondali più alti di tutta Europa.

      Ma a Fiume stanno dragando i fondali, vogliono farlo anche a Venezia, ed ora il progetto Unicredit vuole farlo a Monfalcone, togliendo i container da Trieste. E ci sono fior di personaggi del Centro Sinistra che appaludono al Progetto Unicredit.

      Serve che tutto il Centro Sinistra triestino si mobiliti, serve che il Partito prometta di investire a Trieste nel caso che vada al Governo, o che presenti disegni di legge se sarà all’opposizione. Tra le varie cose, potrebbe presentare un DL per permetterci di finanziare il nostro porto con l’8 e con il 5 per mille; in 4-5 anni riusciremmo a farci la Piattaforma Logistica da soli.

      Se il PS triestino non farà quanto sopra, se il PD nazionale non si pronuncierà per quanto sopra, votare PD o qualsiasi altro partito italiano, equivale a votare contro l’avvenire dei nostri figli. E devono farlo subito, tra pochi anni quei traffici avranno preso altre strade e Trieste sarà finita per sempre.

      Perchè Trieste non ha un porto, ma come diceva Bettiza, Trieste è un Porto. Nient’altro che questo.

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